I cinque riti tibetani, conosciuti anche semplicemente come I cinque tibetani, sono una serie di esercizi (secondo alcuni riconducibili allo yoga) che furono divulgati per la prima volta da Peter Kelder nel suo opuscolo "The Eye of Revelation", successivamente ristampato come "Ancient Secret of the Fountain of Youth" e pubblicato in lingua italiana dalle Edizioni Mediterranee come "I cinque tibetani".
Poco è dato sapere della figura di Peter Kelder: sappiamo che è cresciuto negli Stati Uniti centro-occidentali in seno a una famiglia adottiva olandese e che lasciò il nido domestico ancora adolescente per viaggiare per il mondo. Negli anni '30, quando il libro fu scritto, egli viveva nelle colline attorno a Hollywood, dove lavorava come ricercatore presso gli studi cinematografici. Alcuni hanno anche ipotizzato che Peter Kelder sia uno pseudonimo dietro il quale si celi un'autrice donna.
L'opuscolo di 32 pagine in cui Peter Kelder divulgò i cinque riti fu stampato per la prima volta nel 1939 con il titolo "The Eye of Revelation". In esso Kelder racconta di essere venuto a conoscenza dei riti da un colonnello in pensione dell'esercito britannico, il quale avrebbe scoperto un misterioso e remoto monastero nella regione himalayana i cui monaci erano a conoscenza del segreto della "fonte dell'eterna giovinezza". Il segreto consisterebbe nella pratica quotidiana di cinque esercizi (detti "riti"), i quali vengono descritti nel libro insieme ad alcuni altri brevi insegnamenti circa l'alimentazione e lo stile di vita. Dopo un paio di ristampe il libretto cadde nell'oblio, per essere poi riportato in grande voga a partire dalla metà degli anni '80, prima nei paesi di lingua inglese e tedesca, quindi anche in Italia e negli altri paesi occidentali. Oggi si calcola che "I cinque tibetani" abbia venduto oltre 5 milioni di copie nei paesi di lingua tedesca e oltre 2 milioni in quelli anglofoni. Nel catalogo delle Edizioni Mediterranee, che ne pubblicano l'edizione in lingua italiana, costituisce il titolo più venduto.
Nel racconto di Kelder il soggiorno nel misterioso monastero tibetano aveva letteralmente trasformato il colonnello da un signore anziano, curvo e quasi calvo, in un uomo sano e forte dall'aspetto di un quarantenne. I cinque riti si propongono infatti, attraverso l'armonizzazione dei sette chakra principali, come un mezzo efficace per raggiungere non solo la piena salute fisica, ma anche un vero e proprio ringiovanimento, sia a livello di energia che di aspetto fisico. Le varie edizioni del libro riportano anche in appendice lettere di testimonianza da parte dei lettori che hanno messo in pratica i riti, i quali affermano di aver ottenuto da essi innumerevoli benefici, dalla ricrescita dei capelli al miglioramento di vista, memoria, potenza sessuale, elasticità, energia in generale.
DESCRIZIONE DEI 7 RITI TIBETANI, PERCHE' IN VERITA' SONO 7 E NON 5
Affinché i riti tibetani abbiano effetto, vanno fatti di mattina appena svegli. I primi risultati si ottengono dopo 21 giorni. Gli esercizi vanno ripetuti in numeri dispari, iniziando da 3 e aumentando ogni settimana fino ad arrivare a 21 ripetizioni per ciascun esercizio (3, 5, 7, 9, 11... 21). Fra ciascun esercizio e prima della sua ripetizione, bisogna riposarsi nella posizione di partenza, cosa che assicura che l'energia venga canalizzata e fatta fluire liberamente.
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| Primo rito tibetano |
Primo rito tibetano:
S’inizia nella posizione Tadasana e si sentono le piante dei piedi. Quindi estendere le braccia aperte con i palmi verso il basso e girare su sé stessi in senso orario. Ci riposiamo in posizione eretta con il mento verso il petto e ripetiamo a seconda delle volte che abbiamo deciso. Questo esercizio attiva tutti i chakra, specialmente il settimo, quello della corona, anche detto Sahasrara.
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| Secondo rito tibetano |
Secondo rito tibetano:
La posizione d’inizio è a faccia in su, con le gambe unite, le braccia contro il corpo, i palmi verso il suolo e il mento al petto. I palmi spingono contro il pavimento. S’ispira e si alzano le gambe tenendole attaccate, mentre si alzano si espira e si spinge la testa contro il petto. S’ispira e si fanno scendere le gambe e la testa. Si fa una pausa distesi con la faccia in su e si ripete. Questo esercizio attiva i chakra 1, 2, 3 e 5 e aiuta a combattere lo stress.
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| Terzo rito tibetano |
In ginocchio, con le braccia lungo i fianchi e le mani sui glutei, i piedi che appoggiano sul pavimento con le dita flesse e la testa appoggiata sullo sterno, inarcare indietro la testa senza forzare la cervicale e le spalle ispirando e stringere i glutei e ritornare nella posizione di partenza espirando, mantenendo sempre le mascelle rilassate. Questo rito lavora sui chakra 3, 4, 5 e 6 e in concreto aiuta a gestire le proprie emozioni, riducendo i dolori e le paure.
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| Quarto rito tibetano |
Quarto rito tibetano:
Posizione di partenza: seduti sul pavimento con le gambe dritte e leggermente divaricate, il mento sul petto, le mani appoggiate sul pavimento ai fianchi. Inspirare e spingere con mani e piedi, alzare il bacino e rimanere nella posizione del ponte. Espirare e ritornare alla posizione di partenza e riposare prima di ripetere nella posizione di partenza. Questo esercizio attiva i chakra 3, 4 e 5.
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| Quinto rito tibetano |
Quinto rito tibetano:
In posizione prona, con le gambe stese che sfiorano il pavimento, la testa eretta, le palme delle mani appoggiate al pavimento all’altezza delle spalle e le dita dei piedi flesse, inspirare. Sollevare il bacino espirando e ritornare alla posizione di partenza. Il quinto esercizio lavora su tutti i chakra.
Sesto rito tibetano:
Viene chiamato "il respiro di fuoco" e permette di massaggiare gli organi interni. comune anche alla pratica dello Yoga (Uddiyana Bandha). Questo esercizio consiste nello svuotare completamente l’addome dall’aria e roteare i muscoli addominali per ossigenare e rivitalizzare gli organi interni. E’ l’esercizio che più di tutti aiuta nel rallentare l’invecchiamento mantenendo giovani i tessuti e gli organi. Questo esercizio richiede un pò di attenzione e necessità di sufficiente pratica per essere eseguito al meglio, ma è davvero un potente toccasana.
Settimo rito tibetano:
Si tratta di fare una meditazione.
Sesto rito tibetano:
Viene chiamato "il respiro di fuoco" e permette di massaggiare gli organi interni. comune anche alla pratica dello Yoga (Uddiyana Bandha). Questo esercizio consiste nello svuotare completamente l’addome dall’aria e roteare i muscoli addominali per ossigenare e rivitalizzare gli organi interni. E’ l’esercizio che più di tutti aiuta nel rallentare l’invecchiamento mantenendo giovani i tessuti e gli organi. Questo esercizio richiede un pò di attenzione e necessità di sufficiente pratica per essere eseguito al meglio, ma è davvero un potente toccasana.
Settimo rito tibetano:
Si tratta di fare una meditazione.











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