Ottobre è il mese della sensibilizzazione sul cancro al seno, una malattia che provoca 458.000 morti ogni anno nel mondo, secondo l'OMS, e che è di gran lunga il tumore più diffuso tra le donne.
Questa iniziativa di
sensibilizzazione contribuisce ad aumentare l'assistenza ed il sostegno
cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sull’importanza della diagnosi
precoce, la quale può arrivare grazie ad una visita senologica periodica.
La carenza di vitamina D potrebbe
essere associata a una maggiore prevalenza di alcuni tipi di cancro, come il
cancro al seno. Le donne in menopausa che soffrono anche di carenza di vitamina
D, possono subire importanti conseguenze a livello osseo poiché implica un
maggior rischio di perdita di densità ossea e, quindi, di fratture.
In questo senso, l'effetto
antinfiammatorio della vitamina D potrebbe essere correlato al controllo della
progressione del cancro grazie al suo lavoro nel bloccare la produzione di
interleuchine infiammatorie.
Dal punto di vista epidemiologico,
diversi studi hanno dimostrato che le donne con maggior concentrazione di
vitamina D avevano un rischio di cancro al seno inferiore dell'80% rispetto
alle donne con concentrazioni inferiori.
Gli esperti preferiscono chiamare la
vitamina D “il complesso ormonale D”, poiché la sua natura di ormone regola più
di 200 geni nel nostro corpo, molti dei quali legati al cancro. In questo
senso, la vitamina D potrebbe rallentare lo sviluppo di questa malattia, e potrebbe
addirittura prevenirne la formazione, favorendo la differenziazione cellulare,
fatto che permette di diminuire la crescita delle cellule cancerose.
Per tutti questi motivi, questo
ormone ha una chiara azione antitumorale.
Il complesso
ormonale D, meglio conosciuto come vitamina D, è un ormone chemiopreventivo che
partecipa in qualche modo allo sviluppo e alla progressione del cancro al seno.
Secondo gli esperti, l'ormone D svolge un importante ruolo preventivo nello
sviluppo e nella progressione di questa malattia. Pertanto, una carenza di
vitamina D potrebbe essere associata alla progressione e alla comparsa di
metastasi nei tumori maligni.
Dunque la valutazione di questo
livello dovrebbe essere una pratica clinica standard associata allo studio
diagnostico di ciascuna paziente, stabilendo un piano terapeutico globale
all'interno del contesto clinico di ciascuno.

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