Pagine

lunedì 25 ottobre 2021

Relazione tra carenza di vitamina D e cancro al seno

 


Ottobre è il mese della sensibilizzazione sul cancro al seno, una malattia che provoca 458.000 morti ogni anno nel mondo, secondo l'OMS, e che è di gran lunga il tumore più diffuso tra le donne.

Questa iniziativa di sensibilizzazione contribuisce ad aumentare l'assistenza ed il sostegno cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sull’importanza della diagnosi precoce, la quale può arrivare grazie ad una visita senologica periodica.

La carenza di vitamina D potrebbe essere associata a una maggiore prevalenza di alcuni tipi di cancro, come il cancro al seno. Le donne in menopausa che soffrono anche di carenza di vitamina D, possono subire importanti conseguenze a livello osseo poiché implica un maggior rischio di perdita di densità ossea e, quindi, di fratture.

In questo senso, l'effetto antinfiammatorio della vitamina D potrebbe essere correlato al controllo della progressione del cancro grazie al suo lavoro nel bloccare la produzione di interleuchine infiammatorie.

Dal punto di vista epidemiologico, diversi studi hanno dimostrato che le donne con maggior concentrazione di vitamina D avevano un rischio di cancro al seno inferiore dell'80% rispetto alle donne con concentrazioni inferiori.

Gli esperti preferiscono chiamare la vitamina D “il complesso ormonale D”, poiché la sua natura di ormone regola più di 200 geni nel nostro corpo, molti dei quali legati al cancro. In questo senso, la vitamina D potrebbe rallentare lo sviluppo di questa malattia, e potrebbe addirittura prevenirne la formazione, favorendo la differenziazione cellulare, fatto che permette di diminuire la crescita delle cellule cancerose.

Per tutti questi motivi, questo ormone ha una chiara azione antitumorale.

Il complesso ormonale D, meglio conosciuto come vitamina D, è un ormone chemiopreventivo che partecipa in qualche modo allo sviluppo e alla progressione del cancro al seno. Secondo gli esperti, l'ormone D svolge un importante ruolo preventivo nello sviluppo e nella progressione di questa malattia. Pertanto, una carenza di vitamina D potrebbe essere associata alla progressione e alla comparsa di metastasi nei tumori maligni.

Dunque la valutazione di questo livello dovrebbe essere una pratica clinica standard associata allo studio diagnostico di ciascuna paziente, stabilendo un piano terapeutico globale all'interno del contesto clinico di ciascuno.

L'integrazione di vitamina D nei pazienti con cancro al seno può dunque offrire benefici, anche nelle fasi avanzate. Per queste pazienti, recuperare i livelli ottimali di vitamina D nel plasma può aiutare a migliorare gli effetti della chemioterapia e ridurre gli effetti collaterali associati, contribuendo anche a ridurre il livello di dolore, la necessità di analgesia e, quindi, a migliorare la qualità di vita.

Nessun commento:

Posta un commento