C’è una grande polemica sul nome giusto da dare alla lingua spagnola. Il termine giusto è
"español" o "castigliano"? (Che in italiano
diventano “spagnolo” e “castigliano”). Il termine “español” fa riferimento alla
Spagna, mentre che il termine “castellano” fa riferimento a Castiglia (che in
origine era una contea che occupava gran parte dell’attuale Spagna, la cui
lingua si sarebbe evoluta nell’attuale lingua spagnola). Da un punto di vista
strettamente linguistico, non è possibile giustificare le preferenze per una
denominazione o un'altra.
Ma se consultiamo il dizionario della Real Academia Española,
anche se dice che entrambe le parole sono sinonimi, si dice che la parola
“castellano” è preferibile nella comune parlata laddove si voglia distinguere
la lingua spagnola dalle altre lingue parlate in Spagna: catalano, valenziano, euskera (lingua basca), gallego, lingua asturiana, aranese, leonese, baleare, asturo-leonese, caló, gergo, romaní, tarifit, arabo marocchino. La stessa presa di posizione la prende la Costituzione
spagnola, che nel 1978, nel suo articolo tre, utilizza la denominazione castellano
per la lingua, distinguendola dalle altre lingue spagnole.
Contrariamente, il Diccionario panhispánico de dudas
(Dizionario panispanico dei dubbi), dice che è da preferire il termine
“español” in quanto si riferisce in modo inequivocabile alla lingua che parlano
oggi circa quattro milioni di persone e anche perché è il termine utilizzato a
livello internazionale . E 'anche il nome che viene utilizzato a livello
internazionale (Spanish, espagnol, Spanisch, spagnolo, ecc.).
Alcuni autori hanno dimostrato una preferenza per uno dei
due termini, come il linguista venezuelano Andrés Bello, che intitola il suo
principale lavoro Grammatica della lingua spagnola, o il valenziano Gregorio
Mayans y Siscar, che nel 1737
ha intitolato il suo libro Le origini della lingua spagnola e scriveva: “Per lingua spagnola intendo quella lingua che siamo soliti parlare
tutti gli spagnoli quando vogliamo essere compresi perfettamente gli uni dagli
altri.”
Per quanto riguarda i filologi, alcuni autori giustificano
l'uso preferenziale di uno dei due termini in base alla sua origine ed
evoluzione storica, interpretando il tutto in modi diversi.

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